Quando ritorna -tiepido- l’autunno
e nella luce obliqua
che taglia la mia stanza
ti rivedo assopito
dentro le braccia della tua poltrona,
ripenso alla tua mano che mi cerca,
all’amore che non ti seppi dire
quando i tuoi occhi muti
contavano i miei passi di distanza.
In quel triste novembre d’abbandono
sulle tue labbra d’ombra
moriva la stagione mia migliore.
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