MHINU’

Mhinù ha pelle di castagno secco
e occhi luccicanti di giaietto,
un fiore dall’anima sgualcita
le trattiene i capelli.
Cammina dondolando
la tunica sgargiante
e spinge la sedia con le ruote
dove siede impettita la Signora.

“Attenta, puttanella di colore!”

Mhinù sorride, alle ingiurie
la rende indifferente
la paura di perdere il lavoro,
continua a percorrere la strada
e pensa alle monete
che porterà a suo padre.
Lui comprerà le pecore o i cammelli
da offrire al suo promesso
perché la prenda in moglie.
Allora Mhinù non sarà più
l’immigrata che vende la fatica,
riposerà al fianco del suo sposo
e non saprà nemmeno
di essere rimasta ancora serva.

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